Itinerario Culturale

Sulle tracce di Aldo Manuzio

Per comprendere meglio la storia di Bassiano è essenziale conoscere il suo figlio più illustre, l’umanista ed editore Aldo Manuzio, in un cammino ricco di scoperte dove visiteremo i luoghi da lui abitati e dedicati, la sua casa natale, il Museo delle Scritture e la Biblioteca Comunale.

Il nostro cammino parte da piazza G. Matteotti, su via Aldo Manuzio, costeggiando sulla sinistra l’esterno della cinta muraria medievale, proseguendo dritto oltrepassiamo il Palazzo Caetani scendendo su via Sezze, fino ad imbatterci di fronte ad una grande porta, Porta Salamandra, che era la principale via di accesso al Castrum, da qui inizia la visita al Museo delle Scritture.

Una volta terminata la visita presso il Museo, la nostra passeggiata continua alla scoperta della casa natale di Aldo Manuzio, che si trova a due passi da dove ci troviamo, su via Aldo Manuzio.

Andando avanti percorrendo la stessa strada, giungiamo in piazza XXV Luglio, svoltando sulla nostra destra possiamo scorgere l’ex chiesa di Santa Maria, da qui, immettendoci nel vicolo che la costeggia, raggiungiamo la Porticina, uno degli ingressi del paese.

Uscendo dalle mura del centro storico, svoltiamo a sinistra su viale dei Martiri e costeggiando le imponenti mura medievali, raggiungiamo la Biblioteca Comunale Aldo Manuzio, il nostro itinerario si conclude proseguendo dritto in direzione Piazza G. Matteotti, sullo stesso viale dei Martiri, arrivando nell’ampio slargo dedicato ad Aldo Manuzio, dove è collocato il suo busto (opera dello scultore Giovanni De Lucia) inaugurato nel 1966 in occasione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte.

 

 

aldo-manuzio

Aldus Pius Manutius (Bassiano 1449 – Venezia 1515), è stato un editore, tipografo e umanista veneziano. Ritenuto il maggior tipografo del suo tempo e il primo editore in senso moderno. Introdusse numerose innovazioni destinate a segnare la storia della tipografia fino ai nostri giorni. Aldo studiò il latino a Roma, con Gasparino da Verona e Domizio Calderini, e il greco a Ferrara, con Guarino da Verona. Scelse Venezia come sede per la sua tipografia collaborando con letterati, artisti e studiosi greci.

Aldo morì il 6 febbraio 1515, dopo aver stampato circa 130 edizioni in greco, in latino e in volgare, fra le quali anche opere di contemporanei quali Erasmo, Angelo Poliziano o Pietro Bembo, ma soprattutto i grandi classici, da Aristotele a Tucidide, da Erodoto a Cicerone, da Sofocle a Luciano, Catullo, Virgilio, Ovidio, Omero e molti altri. Oggi porta il suo nome il Progetto Manuzio, archivio elettronico di testi in lingua italiana. 

 

festina Lente

Il simbolo del delfino intorno all’ancora, che richiama il motto “Festina lente” (affrettati con calma) apparve con la pubblicazione delle Terze rime di Dante nel 1502.

Manuzio aveva ricavato questa immagine  da un’antica moneta romana donatagli da Pietro Bembo: l’ancora stava a indicare la solidità e il delfino la velocità. Rapidamente, in tutt’Europa, i suoi volumi furono conosciuti con il nome di “edizioni Aldine”.

Il corsivo

Nel 1500 avviò una collana di libri utilizzando per la prima volta il carattere corsivo. I caratteri utilizzati erano detti aldini e assomigliavano alle lettere dei manoscritti greci, da essi trasse il nome l’Accademia Aldina, che Manuzio fondò per accogliere numerosi artisti e studiosi. 

Il contributo più significativo di Aldo Manuzio alla moderna cultura della scrittura fu la sistemazione della punteggiatura: il punto come chiusura di periodo, la virgola, l’apostrofo e l’accento impiegati per la prima volta nella loro forma odierna, nonché dell’invenzione del punto e virgola. 

Il libro tascabile

Nel 1501 comparve la sua edizione di Virgilio con il carattere corsivo che aveva fatto incidere dal bolognese Francesco Griffo, il volume era “in ottavo”, ovvero in un formato molto ridotto, maneggevole, leggero e quindi facilmente trasportabile. (dimensioni 154x94mm)